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Come col gelato: scucchiaiare le medie

Scritto da:

Matteo Scandolin

Qualche mese fa sono incappato in un bel video su YouTube in cui ho scoperto una tecnica micidiale per mescolare sapientemente le voci di un podcast con la sua colonna sonora. Questa tecnica è conosciuta con diversi nomi, ma qui in questo corso estemporaneo di podcast la chiameremo: «scucchiaiata».

Partiamo dal presupposto che io odio – ODIO – i podcast con l’accompagnamento musicale, se il podcast in questione si compone soltanto di una o due persone che parlano in libertà. Il sottofondo musicale serve di solito per coprire i piccoli difetti, o evitare che rimangano silenzi tra le frasi e i discorsi delle conduttrici. È un retaggio della radio e del fatto che spesso chi fa quel lavoro non si fida di chi sta ascoltando, e cerca di coprire qualsiasi imperfezione. Al bando la musica usata così!

Ma se stai lavorando a un progetto più elaborato e stratificato, con un buon numero di ore già assegnate alla post-produzione, allora le musiche hanno un’altra funzione, un utilizzo diverso: sottolineano un passaggio, eventualmente anche in contrapposizione, oppure accompagnano un momento, oppure evocano.

Ma come fai a regolarne i volumi? Be’, è presto detto: con questa tecnica non li tocchi. O meglio, li tocchi poco.

Ma aspetta, ti spiego: una volta che hai inserito la traccia musicale all’interno della tua DAW, equalizzala. La settimana scorsa, fatalità, ti ho spiegato per sommi capi cosa significa equalizzare: adesso vediamo un caso pratico.

Devi abbassare molto le medie frequenze, tutte quelle che stanno appunto nel mezzo: nei due screenshot che seguono te lo mostro su Logic e su Audacity, grossomodo è uguale in tutti i programmi di montaggio audio.

L’equalizzatore grafico di Logic Pro X.

L’equalizzatore di Audacity.

Come vedi, il risultato visibile equivale a un cucchiaio che viene passato sulla superficie di un gelato: si crea una conca. Una scucchiaiata.

Tieni conto che mentre per Logic i parametri li ho provati su diverse tracce prima di fissarmi così, mentre per lo screenshot di Audacity ho abbassato i livelli un po’ a caso. Fai delle prove, come al solito: dipende tutto da quello che fai, e soprattutto dalle voci che hai a disposizione.

Depotenziando le frequenze medie della musica crei molto più spazio per la voce, che sta esattamente in quello spazio sonoro lì. Devi solo trovare il volume giusto perché la musica sia intelligibile e non copra la voce, e viceversa, e il gioco è fatto. Una volta che trovi il volume giusto per ogni traccia, sei a cavallo.

Non ci credi? Ascoltati l’Atlante sonoro degli archivi italiani, ho scucchiaiato così ciascuna traccia musicale.

Nota bene: esistono altre tecniche per ottenere lo stesso risultato. Questa è quella che mi ha dato più soddisfazione, le altre le vedremo in futuro.

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