OcenAudio: una bella alternativa ad Audacity

Da diversi mesi tengo dei corsi di podcasting per RadioSpeaker, una realtà romana che si occupa per lo più di formazione radiofonica. I corsi sono molto interessanti, e da ottobre ci sono pure io. Il 21 gennaio è iniziato un nuovo corso e una delle studentesse mi ha fatto scoprire OcenAudio. Lei collabora con una delle tante, meritorie associazioni che creano degli audiolibri per gli ipovedenti, e l’avevano spinta verso questo software, anziché il classico Audacity. Nonostante lo usi spesso nei miei esempi pratici, qui come nei corsi online, credo sia notoria la mia indifferenza (a tratti insofferenza) nei confronti del software di editing audio gratuito e multipiattaforma più famoso di tutti. Faccio usare Audacity e lo prendo come esempio perché è facilmente reperibile da chiunque, e perché è oggettivamente molto potente, al punto da preferirlo anche per lavoro per ben determinate operazioni.

Immaginati quindi quanto son stato contento dal trovare un’alternativa di buona qualità, gratuita e multipiattaforma: ero al settimo cielo. Mi son ripromesso di testarlo bene, prima di cantare definitivamente vittoria, e oggi finalmente l’ho fatto. Ho catturato un paio di minuti con un microfono a condensatore e inserendo volontariamente disturbi nella registrazione, di modo da poter verificare sul campo come si comporta in fase di post-produzione.

Devo fare due premesse indispensabili. La prima è che le guerre di religione non mi interessano. Non mi interessano per la religione vera e propria, figuriamoci per il software. Io sono un felice utilizzatore professionale di Logic Pro su Mac, tollero poco la confusione dei software Adobe e quindi difficilmente userò mai davvero Adobe Audition (tieni conto: quella che io percepisco come confusione). Se tu ami Audacity e lo usi anche per preparare i messaggi vocali da mandare con WhatsApp: continua a farlo ❤️ Penso sia importante avere un’idea anche di massima del panorama, e sapere che ci sono alternative a quello che usiamo. (Vale anche per me, sia chiaro.)

La seconda cosa è che Audacity ha un diversi primati difficili da scalfire. Primo tra tutti la sua popolarità: lo conoscono tutti, mentre OcenAudio no. E la sua popolarità non è dovuta soltanto al fatto ch’è gratuito, ma anche e soprattutto alle sue caratteristiche e alla sua potenza. La riduzione del rumore di Audacity, per dirne una, è una funzionalità che molte DAW professionali non hanno, e che il nostro software (s)preferito mette a disposizione gratuitamente. Non conosco OcenAudio ma sono ben curioso di vedere come si comporta in post-produzione.

Ma ora, lanciamo OcenAudio.

Il primo impatto: l’interfaccia

È molto semplice e spartana, in questo sicuramente molto simile ad Audacity. A sinistra abbiamo la colonna che elenca i nostri file, e che viene automaticamente popolata quando iniziamo a registrare. (Mi raccomando: file, non tracce. OcenAudio non è, purtroppo, un editor audio multitraccia.) Il centro è l’area di registrazione e poi di editing, dove vedremo le nostre tracce e potremo intervenire per modificarle. In alto a sinistra i classici pulsanti di stop, registrazione, e compagnia cantante, con il display che indica il tempo della traccia. Poco più a destra ci sono i pulsanti per creare dei loop, il volume del progetto, il pulsante delle preferenze audio (che sono incluse nelle preferenze del software, su Mac). Tutto nella norma.

Una cosa molto interessante, almeno per me, è che OcenAudio ha riconosciuto i vari plugin che sono installati nel mio Mac e mi ha chiesto se volessi caricarli per poterli utilizzare. Non è una cosa che mi interessa: già li uso su Logic. Ma è un ottimo segnale il fatto che un software gratuito ci permette di integrarlo con i plugin esterni.

Registrare

Una volta che abbiamo selezionato dalle impostazioni il microfono (nel mio caso è collegato alla scheda audio esterna, la Scarlett Solo che ho comprato lo scorso settembre e della quale sono sempre molto entusiasta), possiamo direttamente premere il pulsantone rosso, quello che in tutti i software audio del mondo significa: fai attenzione, adesso inizi a registrare. OcenAudio ci chiede una cosa molto tecnica, ovvero la frequenza di campionamento: 44100Hz, 48kHz, se mono o stereo, e la risoluzione: 16, 24 o 32 bit. Per capirci: 44100Hz a 16 bit è una qualità da cd (ricordi i cd? Bei tempi, quelli). La maggior parte delle piattaforme fa ascoltare comunque file a 44100Hz, quindi i 48kHz per il momento non sono fondamentali, per quanto siano il nuovo standard professionale.

Una volta premuto l’insostituibile pulsante rosso, OcenAudio inizia a registrare e si comporta in tutto e per tutto come un qualsiasi editor di audio. Ho interrotto premendo la barra spaziatrice, che è un po’ uno standard di questi software, almeno su Mac. Ed ecco cosa appare, una volta finito di registrare:

Questa di seguito è la registrazione ottenuta così, senza effetti aggiunti. Stai attenta lì dove vedi la forma d’onda sparata, verso 1:38 circa: abbassa il volume o allontana le cuffiette dalle orecchie. Ho usato un microfono Samson C-3 a condensatore: non il peggiore che potessi trovare, ma nemmeno il migliore. Tieni conto che ci ho messo 30″ a capire che stavo parlando dal lato sbagliato delle capsule: infatti noti che subito dopo la forma d’onda s’ingrossa.

La barra degli strumenti

Vediamo allora cosa OcenAudio mi lascia fare su quello che ho registrato. Sopra la traccia c’è una serie di comandi molto comodi, che adesso ti mostro:

A parte gli ovvi annulla e ripeti, trovi taglia – copia – incolla e cestina, e fin lì tutto ok. Quella specie di quadrato è il comando Ritaglia: se selezioni una parte della traccia che hai registrato e poi clicchi su Ritaglia, ti rimarrà solo la parte che hai selezionato. È davvero comodo. Subito dopo hai Normalizza, Fade in & Fade Out e la possibilità di regolare il gain, cioè il volume d’ingresso della traccia. (Anche dopo averla registrata, certo.)

Un appunto dal menù di visualizzazione

In fondo al menù “Visualizza”, nella versione per Mac, c’è il misuratore di livello, che è fondamentale: io ho deciso di tenerlo sempre attivo.

Gli effetti già inclusi

Colpisce subito la presenza della riduzione del rumore: ti sconsiglio il comando “Riduzione automatica del rumore”, perché assassina molto le forme d’onda e introduce una serie di artifici molto fastidiosi all’orecchio. Ma si vede già a colpo d’occhio, quanto delle forme d’onda va a togliere: 

Per fortuna OcenAudio ti permette di intervenire in maniera più precisa sui parametri della riduzione del rumore. Qui poco tempo fa avevo parlato della riduzione del rumore in Audacity: i parametri, bene o male, son sempre quelli. C’è un pulsante molto comodo (“Mostra forma d’onda”) che ho selezionato, è quello in blu nella parte bassa di questa maschera: ti fa vedere la forma d’onda in maniera che tu capisca a che punto sei del tuo file. Alla fine mi sono accontentato di ridurre il rumore di 6dB, anche se in questo screenshot ne sono segnati 7.

Dopo aver ridotto un po’ il rumore sono andato a cercare l’equalizzatore. OcenAudio ne ha due: uno a 11 bande e uno a 31: non ce n’è uno migliore per forza, dipende molto da quello che vuoi fare e quanto impegno vuoi metterci, per l’equalizzazione. Io ho scelto quello a 31 bande: non tanto per fare lo sborone, ma perché non trovo, tra gli effetti integrati, una riduzione delle plosive (le varie p, b, d, che ho calcato molto mentre stavo registrando proprio per vedere quanto sarei riuscito a limitarle in post). Sarebbe stato meglio avere un effetto dedicato, ma non importa, equalizzando si riesce a rimediare a qualcosa. Come vedi ho abbattuto il più possibile i 125Hz e lì nei dintorni, dove stanno le peggiori plosive della nostra vita.

Poi ho compresso un po’ per evitare di farti esplodere i timpani come invece succedeva nel file originario. Mi ha stupito che come rapporto di compressione massimo si possa arrivare a 4:1: Audacity te lo fa tirare molto di più, se vuoi, e in generale si arriva senza problemi a rapporti 5:1, 7:1 se si vuole. Io ho scelto un attacco molto rapido (10 millisecondi), un rapporto abbastanza morbido di 2:1 e -20.2dB come soglia oltre la quale attivarsi. Ho spippolato involontariamente anche col guadagno (quello che a seconda del software si può chiamare “make-up gain”, o simili), ma volevo tenerlo a zero: non sono riuscito a riportarlo a zero, e mi sono accontentato di un -0,2dB.

Questo il risultato finale.

Non mi piace: sono stati inseriti degli artifici sonori, probabilmente per via della riduzione del rumore. Provo a togliere quel passaggio: purtroppo devo fare Annulla fino ad arrivare al file originario, ma poi il risultato è più convincente utilizzando soltanto equalizzatore e compressore. Dal momento che non c’è più la riduzione del rumore, questa è la mia equalizzazione ora:

E per quel che riguarda la compressione invece, grande delusione. Gli artifici di cui ti parlavo prima sono stati inseriti proprio da lei. Allora ho optato per utilizzare soltanto il limiter, che è una forma di compressione che serve a uno scopo ben preciso: bloccare in maniera indefessa qualsiasi suono superi una certa soglia. Ho settato il limiter a -5,5dB e un tempo di attacco bassissimo, di modo che quando verso 1:38 grido, il limiter mi eviti di clippare. Rimane poco piacevole, ma comunque meglio di niente.

E questo il risultato. Molto buono, a parer mio.

E quindi?

E quindi mi è piaciuto molto, OcenAudio. Dovrei investigare meglio il motivo degli scoppiettii introdotti dal compressore: si sentono solo nei primi secondi, prevalentemente quando stavo parlando dalla parte sbagliata del microfono, mentre quando parlavo dal lato giusto non ci sono. La riduzione del rumore è abbastanza buona, per quanto come in tutti questi casi sia una pezza e non una salvezza: bisogna sempre cercare di registrare bene, non contare su queste bacchette magiche in post-produzione. La disponibilità di effetti già inclusi è molto limitata, ma c’è tutto quello che serve; in più gestisce i VST senza grossi problemi, il che è un sicuro valore aggiunto.

L’interfaccia la preferisco di gran lunga ad Audacity, ma questo – come dicevo all’inizio – è una questione di gusti personali. Tieni conto che puoi scegliere tra sei diversi temi grafici, io ho scelto quello più scuro, in linea con il tema che ho scelto per il Mac.

Il grande difetto è che non è un editor audio che può permetterti di lavorare su più tracce contemporaneamente. Questo è sicuramente uno svantaggio, anche solo per farti aggiungere una sigla al tuo podcast.

Ti consiglio di provarlo. Poi, se ti piace, continuare a usarlo; se non ti piace non importa, ma hai comunque provato qualcosa di nuovo. E se t’interessa puoi anche fare una donazione per sostenere il suo sviluppo: io ne ho fatta una alla fine di questo pezzo.

Varie ed eventuali

Puoi chiedere a OcenAudio di mostrarti lo spettogramma, o sia la forma d’onda che lo spettrogramma.

Hai diverse opzioni di visualizzazione del tempo: a me basta e avanza quella in ore, minuti e secondi.